Posso cumulare la pensione di reversibilità con l’assegno sociale? La risposta definitiva dell’INPS

No, non è possibile cumulare la pensione di reversibilità con l’assegno sociale. L’INPS è categorico: chi percepisce la reversibilità non può ottenere contemporaneamente l’assegno sociale. Esiste tuttavia una soluzione: scegliere quale prestazione conviene di più al proprio caso specifico.
La confusione tra questi due benefit è frequente. Molti pensionati credono di poter beneficiare di entrambi, ma la normativa non lo consente. Comprendere la differenza è essenziale per evitare errori e scegliere la strada giusta.
Cosa dice l’INPS sulla cumulabilità
L’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale ha stabilito chiaramente le regole sulla compatibilità tra prestazioni sociali. La reversibilità e l’assegno sociale seguono logiche diverse e non possono coesistere nello stesso assegno mensile.
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Differenza tra pensione anticipata contributiva e pensione ordinaria: la scelta che fa guadagnare di piùLa reversibilità è una prestazione previdenziale ereditaria. Spetta ai familiari (coniuge, figli, genitori) di un pensionato deceduto. È il riconoscimento della contribuzione versata dal defunto durante la vita lavorativa, trasferita ai superstiti.
L’assegno sociale è invece una prestazione assistenziale. Non richiede contributi versati. Dipende solo dalla condizione economica del richiedente e dall’anzianità anagrafica. Chi ha redditi superiori ai limiti stabiliti non può accedervi.
Questa diversa natura giuridica rende le due prestazioni incompatibili. Non puoi ricevere contemporaneamente una prestazione che deriva da diritti contributivi e una basata su necessità economica.
I requisiti della reversibilità
La pensione di reversibilità spetta automaticamente ai familiari del pensionato deceduto. Non serve presentare una domanda specifica: passa direttamente ai beneficiari iscritti all’INPS.
Beneficiari principali sono il coniuge convivente (a vita o fino a nuovo matrimonio), i figli minori (o fino a 26 anni se studenti, fino a 21 se inoccupati), i genitori e i fratelli a carico.
L’importo dipende dal numero di beneficiari. Se la quota non è sufficiente a garantire un reddito minimo, entra in gioco una tutela della reversibilità speciale: l’integrazione al trattamento minimo.
Qui sta il punto cruciale. Se il tuo assegno di reversibilità è già integrato al trattamento minimo, aggiungere l’assegno sociale non porterebbe alcun vantaggio economico. Anzi, creare due prestazioni separate dagli stessi soldi sarebbe inefficiente.
L’assegno sociale: quando conviene
L’assegno sociale è destinato a chi ha 67 anni compiuti e un reddito annuo inferiore ai limiti ISEE stabiliti dal governo. Nel 2024 l’importo mensile è di circa 503 euro.
Se sei beneficiario di reversibilità ma con un assegno molto basso, potresti valutare di rinunciare a essa per richiedere l’assegno sociale. Questa scelta è irreversibile, quindi va ponderata con attenzione.
In pratica accade raramente. La reversibilità, anche piccola, è quasi sempre superiore all’assegno sociale. Inoltre, la reversibilità non ha limite di reddito personale, mentre l’assegno sociale sì.
Il consiglio è contattare direttamente l’INPS prima di decidere. Gli operatori possono calcolare quale prestazione conviene di più nel tuo caso specifico.
Come fare richiesta e chiarimenti
Se hai ricevuto una reversibilità e vuoi chiarire se puoi accumulare altre prestazioni, il percorso è semplice. Accedi al portale MyINPS con SPID o CIE. Troverai un’area dedicata alle tue prestazioni con simulazioni disponibili.
Puoi anche contattare un patronato sindacale. Il servizio è gratuito e gli operatori sono specializzati in questi temi.
Il numero verde INPS 803164 (da fisso) o 06164164 (da mobile) rimane la scelta più diretta per risposte personalizzate.
Ricorda: nessuna prestazione viene persa per distrazione. Se hai diritto a qualcosa, rimane tuo. Ma agire consapevolmente ti permette di ottimizzare quanto ricevi e di pianificare il futuro senza sorprese.

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