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Ecobonus 50% e 65%: quali interventi sono ammessi con la nuova normativa

📅 14 Agosto 2026✍️ di Gianluca Sberna⏱️ 9 min di lettura

L’agevolazione per l’efficienza energetica resta una delle poche certezze per chi vuole ridurre bollette e consumi. Come consulente fiscale ho visto famiglie, lavoratori e pensionati orientarsi tra preventivi e moduli con un dubbio ricorrente: quali interventi rientrano davvero nei due scaglioni principali, 50% e 65%, dopo gli ultimi aggiornamenti normativi? In queste righe metto ordine, con un taglio pratico e verificabile, così da pianificare lavori e budget senza sorprese.

Come funziona la detrazione: requisiti generali e tempi

L’Ecobonus si applica su edifici esistenti, accatastati e dotati di impianto di riscaldamento (fa eccezione solo il solare termico). Vale per persone fisiche, condomìni, locatori e comodatari, purché sostengano la spesa e possano provarla.

La detrazione si ripartisce in 10 quote annuali di pari importo, a partire dalla dichiarazione dei redditi relativa all’anno di spesa. I pagamenti devono essere eseguiti con “bonifico parlante” dedicato al risparmio energetico, riportando causale normativa, codice fiscale del beneficiario della detrazione e partita IVA o codice fiscale dell’impresa.

Entro 90 giorni dalla fine dei lavori va trasmessa la pratica sul portale dedicato di ENEA. Qui si caricano i dati tecnici dell’intervento e le asseverazioni. Le fatture e i documenti originali vanno conservati: controlli e richieste di integrazione non sono rari secondo gli indirizzi operativi dell’Agenzia delle Entrate.

Interventi ammessi con detrazione al 50%

Lo scaglione al 50% copre gli interventi “leggeri”, spesso sostitutivi, che migliorano l’involucro o componenti impiantistiche senza richiedere una rivoluzione dell’abitazione. Ecco i principali.

  • Sostituzione di infissi e serramenti. Rientrano finestre e portefinestre comprensive di telaio, con vetri a prestazione e posa qualificata. È indispensabile rispettare i limiti di trasmittanza termica per zona climatica stabiliti dai decreti attuativi. La spesa include prodotto, posa, accessori e opere accessorie (smontaggio, ripristini).
  • Schermature solari. Tende esterne, frangisole, persiane e sistemi similari marcati CE, fissati in modo stabile e con orientamento idoneo. Ridurre il guadagno solare in estate incide sui consumi di raffrescamento e migliora il comfort.
  • Generatori a biomassa. Stufe e caldaie a pellet/legna con rendimento e emissioni conformi agli standard ambientali. Sono agevolate le spese per generatori, canne fumarie e sistemi di accumulo/termoregolazione dedicati, se previsti dalle schede tecniche.
  • Caldaie a condensazione in classe A senza sistemi di termoregolazione evoluti. Il passaggio da caldaie obsolete a un generatore a condensazione in classe A è ammesso al 50% se non si installano dispositivi evoluti conformi alle classi V, VI o VIII.

Per queste voci, gli obblighi documentali richiedono l’asseverazione del tecnico sulle prestazioni (trasmittanza, rendimenti, conformità), il rispetto dei “massimali specifici” di costo per tipologia e l’invio puntuale ad ENEA.

Interventi ammessi con detrazione al 65%

La detrazione al 65% valorizza gli interventi con impatto energetico più marcato sull’edificio. In molti casi comportano una progettazione tecnica più spinta e un’asseverazione articolata.

  • Coibentazione dell’involucro opaco (cappotti su pareti, isolamento di coperture e solai). Occorre rispettare i limiti di trasmittanza post-intervento per la specifica zona climatica e i criteri del “Decreto Requisiti” su materiali e spessori. La corretta posa, i ponti termici e la tenuta all’aria fanno la differenza in bolletta.
  • Pompe di calore aria-acqua, acqua-acqua o geotermiche. Devono raggiungere performance minime (COP/SCOP) previste dalle schede tecniche e dimensionamento coerente con il fabbisogno reale. Sono agevolati anche gli split idonei se integrati in un sistema di climatizzazione efficiente.
  • Sistemi ibridi (pompa di calore integrata con caldaia a condensazione), concepiti dal produttore per lavorare in sinergia. È una soluzione adatta a climi freddi o edifici con terminali ad alta temperatura.
  • Microcogeneratori e caldaie a condensazione in classe A con termostati evoluti (classi V, VI, VIII) e valvole modulanti. La termoregolazione “intelligente” che varia la temperatura di mandata in base alle condizioni aumenta il salto di efficienza richiesto per il 65%.
  • Solare termico per produzione di acqua calda sanitaria e integrazione al riscaldamento. Servono collettori certificati, corretta inclinazione/esposizione, accumulo dimensionato e protezioni contro il surriscaldamento estivo.
  • Building automation per il controllo degli impianti termici (BACS): cronotermostati intelligenti, sistemi di remotizzazione e gestione evoluta dei singoli ambienti con monitoraggio dei consumi.
  • Riqualificazione energetica globale dell’edificio: pacchetto coordinato di interventi che riduce l’indice di fabbisogno energetico secondo obiettivi prefissati. In questo caso è richiesto l’APE ante e post intervento redatto da tecnico abilitato non coinvolto nei lavori.

Secondo le linee guida europee sul contenimento dei consumi, il 65% è mirato a interventi con ritorno energetico misurabile e duraturo. I dati di settore indicano che, se ben progettati, cappotto e pompe di calore sono tra le soluzioni con il miglior rapporto costo/benefici nelle abitazioni unifamiliari e nei piccoli condomìni.

Massimali di spesa, tetti di detrazione e prezzi di riferimento

Oltre alle percentuali, contano i limiti economici. In sintesi operativa:

  • Infissi e involucro opaco: tetto di detrazione fino a 60.000 euro per unità immobiliare. Ricomprende finestre e coibentazioni.
  • Solare termico: detrazione massima fino a 60.000 euro.
  • Impianti di climatizzazione invernale (caldaie a condensazione, pompe di calore, sistemi ibridi): detrazione massima fino a 30.000 euro.
  • Riqualificazione energetica globale: detrazione massima fino a 100.000 euro.

Attenzione: oltre a questi tetti “storici”, si applicano i massimali specifici per singola tipologia di intervento e componente, che definiscono i prezzi massimi agevolabili. Per dimostrare la congruità dei costi è necessario rifarsi ai prezzari regionali o al prezzario nazionale DEI; dove non vi sia voce, serve analisi prezzi dettagliata. Le spese che eccedono i massimali restano a carico del contribuente e non producono detrazione.

Cosa è cambiato con gli ultimi aggiornamenti

Il quadro 2024 conferma l’ossatura dell’Ecobonus al 50% e 65%, con maggiore attenzione a tracciabilità e documenti. La cessione del credito e lo sconto in fattura sono stati fortemente limitati dai provvedimenti varati tra 2023 e 2024: per la generalità dei contribuenti resta la detrazione diretta in dichiarazione. Restano eccezioni circoscritte per specifici soggetti e ambiti, ma la regola è tornata quella tradizionale.

Per gli interventi con detrazione diretta, non è necessario il visto di conformità fiscale; restano però obbligatorie le asseverazioni tecniche delle prestazioni e l’invio ad ENEA. Sui cantieri più strutturati conviene mantenere la tracciabilità massima (computo metrico firmato, fotografie di posa, manuali e certificazioni dei prodotti), perché i controlli documentali sono in crescita.

Un altro punto chiave è l’applicazione estesa dei massimali specifici e dei prezzari: il mercato ha assorbito l’onda lunga degli anni del “Super”, e oggi preventivi e capitolati devono essere ancora più aderenti ai benchmark per evitare tagli in sede di controllo.

Documenti da preparare e inviare: la checklist

Ecco la lista essenziale che consiglio ai miei assistiti prima di partire:

  • Visura e dati catastali aggiornati, con conformità edilizia dell’immobile.
  • Relazione tecnica o asseverazione del professionista con indicazione dei parametri prima/dopo e dichiarazione di conformità ai requisiti.
  • Fatture dettagliate, con descrizione dei componenti e delle opere di posa.
  • Bonifici “parlanti” per risparmio energetico, distinti per fornitore e lotto lavori.
  • Certificazioni dei prodotti (marcatura CE, schede tecniche, rendimenti, classi energetiche).
  • Ricevuta di trasmissione ad ENEA entro 90 giorni dalla fine lavori.
  • Eventuali APE ante e post, se richiesti (riqualificazione globale o quando previsti dalle schede).

Una pratica ordinata riduce il rischio di contestazioni e accelera eventuali richieste di chiarimento.

Condomìni e edifici singoli: differenze operative

Negli edifici condominiali, la ripartizione delle spese segue le tabelle millesimali, con delibera assembleare e incarichi professionali chiari. Per gli interventi che interessano oltre il 25% della superficie disperdente lorda, in condominio si aprono talvolta scaglioni percentuali differenti rispetto al 50-65 tradizionale; qui mi limito a segnalare che un’analisi preliminare energetica è quasi sempre un investimento che si ripaga.

Per case unifamiliari e appartamenti, la logica è più snella: si può pianificare per lotti (prima infissi, poi involucro, poi impianti), mantenendo però una regia tecnica che eviti errori di sequenza, come montare una pompa di calore su un edificio privo di adeguato isolamento o terminali idonei.

Casi pratici: tre esempi per orientarsi

1) Pensionati in appartamento anni ’70, zona climatica E. Sostituzione infissi con serramenti basso emissivi e installazione di schermature: detrazione 50%. Valutando anche una caldaia a condensazione con termoregolazione evoluta, si può salire al 65% sull’impianto. Con spesa congrua e posa a regola d’arte, il risparmio in bolletta invernale può superare il 20%.

2) Villetta con impianto obsoleto. Cappotto sulle pareti perimetrali e isolamento del sottotetto (65%), più pompa di calore aria-acqua e accumulo per ACS (65%). Se gli infissi sono molto datati, conviene inserirli come intervento al 50%. Ordine consigliato: prima involucro, poi impianto. Risparmio stimato 35-45% sui consumi termici, con comfort estivo migliore.

3) Condominio di 12 unità. Coibentazione facciate e copertura (65%), valvole termostatiche e termoregolazione condominiale evoluta (65%). Gli infissi privati, se sostituiti dai singoli, vanno al 50%. La gestione coordinata dei SAL e delle pratiche ENEA riduce ritardi e contese tra condòmini.

Errori da evitare e consigli da sportello 730

Il primo errore è sottovalutare i tempi. La finestra dei 90 giorni per ENEA corre dal giorno di fine lavori: predisponete per tempo asseverazioni e accesso al portale. Il secondo è pagare con metodi non tracciabili: serve sempre bonifico parlante specifico per ecobonus.

Attenzione anche ai lavori “misti”: se nello stesso cantiere convivono ristrutturazione edilizia e risparmio energetico, le spese e i bonifici vanno separati per non confondere i regimi di detrazione. Infine, diffidate dei preventivi “onnicomprensivi” senza voci di capitolato: in sede di controllo, senza un computo metrico coerente con i prezzari, il rischio di tagli è concreto.

Domande ricorrenti: chiarimenti rapidi

Serve l’APE per tutti gli interventi? No. È obbligatoria per la riqualificazione globale e in casi specifici. Per infissi, caldaie, pompe di calore e schermature servono asseverazioni e dati prestazionali, non sempre l’APE.

Posso detrarre anche opere accessorie e professionali? Sì, rientrano progettazione, direzione lavori, certificazioni, ponteggi, smaltimento e ripristini, se strettamente collegati all’intervento agevolato.

Posso sommare più interventi nello stesso anno? Sì, nel rispetto dei relativi massimali e percentuali. Ogni scheda tecnica fa “storia a sé”.

Cos’è cambiato per sconto in fattura e cessione? Per la generalità dei contribuenti non sono più percorribili; la via ordinaria è la detrazione IRPEF in 10 anni.

Come scegliere l’intervento giusto: metodo in tre passaggi

Il mio approccio, maturato accompagnando molte famiglie e soprattutto pensionati attenti al budget, è questo:

  • Diagnosi energetica leggera: anche una consulenza tecnica di poche ore chiarisce dispersioni, impianto e priorità. Evita spese “a sensazione”.
  • Compatibilità economica: stimare la rata di detrazione che effettivamente potete assorbire nel 730. Un pensionato con Irpef bassa rischia di “perdere” parte della detrazione: meglio modulare la spesa su più anni o combinare interventi mirati.
  • Qualità e documenti: materiali certificati, posa professionale, pratiche ENEA e fascicolo completo. La detrazione si difende su carta: prevedetelo in fase contrattuale.

Secondo i dati del mercato, un pacchetto essenziale infissi+caldaia evoluta o infissi+schermature ha tempi di cantiere ridotti e impatto immediato in bolletta; cappotto e pompe di calore richiedono progettazione ma offrono i salti di classe più interessanti.

In sintesi operativa

Il 50% copre infissi, schermature, biomassa e caldaie a condensazione base; il 65% premia cappotto, pompe di calore, sistemi ibridi, solare termico, regolazioni evolute e riqualificazione globale. Con pagamenti tracciati, massimali rispettati e pratica ENEA tempestiva, l’agevolazione resta una leva concreta per ridurre consumi e aumentare il valore dell’immobile.

Se avete dubbi su combinazioni e capienza fiscale, fatevi aiutare prima di firmare il contratto: una verifica preventiva dei requisiti tecnici e del vostro 730 vale più di uno sconto di facciata. È il modo migliore per trasformare l’incentivo in risparmio reale, senza stress.

Gianluca Sberna

Dopo aver supportato i genitori in pensione, Gianluca si è specializzato nella compilazione del modello 730 e nella consulenza fiscale per lavoratori e pensionati. Oggi condivide competenze pratiche per facilitare le scelte finanziarie nella vita adulta.